ASSOCIAZIONE SICILIANA

PER LA PREVENZIONE E LA TERAPIA

DELLE NEFROPATIE

HOME PAGE

 

 

*   HOME PAGE

 

*   LA NOSTRA STORIA

 

*   COME RAGGIUNGERCI

 

*   I NOSTRI CONSIGLI

 

*   DOMANDE FREQUENTI

 

*   I NOSTRI SERVIZI

 

*   I NOSTRI CONVEGNI

 

*   IL NOSTRO PERSONALE

 

*   MATERIALE DIVULGATIVO

 

*   L’ASSOCIAZIONE IN SICILIA

 

*   LINK UTILI

 

 

26 Ottobre 2015 - Hotel Santa Lucia di Cefalù

 

Il 26 ottobre prossimo, alle ore 9.00, ci sarà un incontro su MALATTIE RENALI RARE IN PEDIATRIA presso l’Hotel Santa Lucia di Cefalù.

 

Gli iscritti alla nostra Associazione potranno intervenire all'evento senza pagare la quota di iscrizione.

 

Gli argomenti trattati saranno:

 

Il registro siciliano delle malattie rare

Genetica delle malattie renali

Anomalie dei genitali e malformazioni dell'apparato urinario

Malattie glomerulari rare

Malattie tubulari rare

Il laboratorio di genetica nelle malattie renali rare

La sindrome emolitica uremica. Epidemiologia

Il laboratorio nella sindrome emolitica uremica

Indagine sulla sindrome emolitica uremica atipica in Sicilia

 

*

 

19 dicembre 2014 - Villa Niscemi

 

Il 19/12/2014 si h tenuto a Villa Niscemi un incontro per la prevenzione nel campo della nefrologia.

Hanno partecipato i professori Zoccoli, Capasso, Santoro, Gambaro.

 

In occasione dell’incontro è stato nominato il nuovo Consiglio Direttivo dell’Associazione siciliana per la prevenzione e la terapia delle nefropatie (ASPN). Sono stati presentati per l'approvazione i bilanci per gli anni 2013 e precedenti. I verbali dell'Assemblea verranno prossimamente divulgati sul sito dell'Associazione.

 

L'incontro del 19/12/2014 organizzato a Villa Niscemi dalle due associazioni ASPN Onlus e ASBN Onlus ha evidenziato, ancora una volta, come la prevenzione sia importante nella evoluzione della malattia renale cronica e di tutto ciò che si correla con essa. Intervenire precocemente sulle cattive abitudini significa stabilire le condizioni di “stile di vita” che serviranno a preservare, indipendentemente dalla collocazione geografica, da malattie che hanno una notevole incidenza.

Diabete, Ipertensione, Obesità, Malattia Coronarica, Alzheimer, Ipercolesterolemia familiare, sono tutte malattie poligeniche e multifattoriali; sono condizioni che possono portare alla malattia renale cronica che può evolvere più o meno velocemente a seconda di come si affrontano le cause predisponenti.

Se aggiungiamo l'età avanzata che non è una malattia ma una condizione in cui le comorbidità si sommano raggiungere uno “stile di vita” adeguato all'età ed allo stato di salute rappresenta un obiettivo da centrare; il passo più importante è la comunicazione tra medico e paziente al di la della malattia e prima che questa si manifesti.

Nella relazione del Prof. GAMBARO sulla calcolosi renale è stato tratteggiato come  per la prevenzione della calcolosi ricorrente si devono considerare:

 

1)     problemi diagnostici

2)     chi necessita di trattamento

3)     come prevenire la formazione dei calcoli

4)     come migliorare la prevenzione

 

Meritano un trattamento preventivo i soggetti che nell'arco di 10 - 15 anni hanno presentato 6 – 7 episodi di calcolosi e vanno considerati fattori di rischio di recidiva la giovane età, il sesso maschile, la razza bianca, la presenza di calcolo asintomatico all'ecografia, chi viaggia molto.

Particolare importanza deve essere riservata ai monoreni, ai policistici ed a chi presenta anomalie del tratto urinario.

Per una buona prevenzione ci si deve informare sulle abitudini alimentari: la dieta è bilanciata? Quanti latticini contiene? Quanto sale? È ripetitiva? Quanto acqua si beve nelle 24 ore?

Si può andare da un approccio empirico con consigli generici come: assumere una dieta a normale contenuto di calcio (circa 1200 mg/die) ma a più basso contenuto proteico ed a basso contenuto di sale rispetto ad una dieta a più basso contenuto di calcio (circa 400 mg/die).

Un approccio personalizzato prevede il controllo della calciuria, ossaluria, uricuria, citraturia.

Per quanto riguarda le abitudini alimentari va considerato che i soggetti che assumono caffè(sia normale che decaffeinato), the, vino rosso e bianco, birra, succo di arancia non vanno considerati ad alto rischio mentre  quelli che abusano in coca cola, bevande contenenti zucchero (fruttosio!!) e succo di pompelmo sono a rischio aumentato di calcolosi.

 

La relazione della Prof.ssa MALLAMACE ha evidenziato come più grave è la malattia renale cronica più grave è la ipertensione arteriosa resistente e come tale condizione sia sostenuta dalla obesità, insulino resistenza, aumentato consumo di sale con la dieta.

Un aumento della pressione sistolica notturna si correla con una ipertensione arteriosa resistente vera per cui diventa importante l'effettuazione di un ABPM (Holter pressorio) per valutare il profilo pressorio durante il sonno.

Per quanto riguarda il trattamento sicuramente importante è l'assunzione di una dieta a basso contenuto di sale, l'uso di spironolattone può contribuire alla riduzione di una pressione sistolica marcata mentre un recente lavoro pubblicato su “New England” non ha evidenziato grossi risultati con la denervazione simpatica renale. Tutti sono d'accordo che una condizione di ipopotassiemia contribuisce al mantenimento di uno stato ipertensivo refrattario al trattamento .

 

Nella Sua relazione il Prof ZOCCALI poneva la domanda: È utile lo screening nella malattia renale cronica?

Nonostante la difficoltà a rispondere a questa domanda il relatore ha concluso sottolineando che la MRC è un vero problema epidemico nel mondo il cui costo è notevolissimo perché si carica anche delle complicanze cardio-vascolari che seguono il problema renale.

Il prof. CAPASSO non è potuto intervenire e la Sua relazione è stata oggetto di studio del Dott. VISCONTI che ne ha “tradotto” il significato. Da questo lavoro ne è risultata una sintesi interessante ed aggiornata che viene pubblicata interamente .

 

Potassio ed Ipertensione

 

L’ipertensione arteriosa essenziale è una malattia di proporzione epidemica specialmente nei paesi industrializzati interessando negli USA fino al 25% della popolazione adulta; essa costituisce un fattore di rischio significativo per le malattie cardio-vascolari, cerebro-vascolari e renali.

La patogenesi non è ancora perfettamente chiarita; dati epidemiologici supportano il contributo di fattori genetici ed ambientali; tra questi, il consumo di sale, il sovrappeso corporeo ed in ultimo l'apporto di potassio rappresentano i principali fattori modificabili con interventi non farmacologici.

Trials controllati e randomizzati sono stati condotti per dimostrare l’effetto della riduzione pressoria correlata alla perdita di peso corporeo e di approcci dietetici riguardanti la riduzione del consumo di sale e l’utilizzo di diete vegetariane ad alto contenuto di potassio.

Nello studio Dietary Approach to Stop Hypertension (studio denominato con la sigla DASH), venivano studiati tre livelli di introito di sodio: 150 mmol/die – 100 mmol/die - 50 mmol/die corrispondenti rispettivamente a 3.3-2.5-1.5 gr di sodio in due diete distinte per quanto riguarda il contenuto di potassio (DASH dieta a contenuto di 120 mmol di K e dieta controllo a 60 mmol di K). La riduzione dell'introito di sodio causava una riduzione graduale della PA in entrambi i gruppi ma a parità di riduzione dell'introito di sodio la riduzione della PA era maggiore nella DASH dieta che contiene un maggior contenuto di potassio rispetto alla dieta normale (vedi fig. I).

Studi sperimentali recenti confermano quest’ultimo aspetto; la dieta ad alto contenuto di potassio determina una aumentata escrezione sodica in quanto interferisce sul riassorbimento di cloruro di sodio a livello del tubulo contorto distale renale dove avviene normalmente dal 6 al 10% del riassorbimento di cloruro di sodio.

Sorensen e colleghi in un recente lavoro sperimentale sul topo evidenzia il meccanismo attraverso cui l'introito di K determina un effetto natriuretico. L'introito acuto di K provoca a livello renale una rapida e quasi completa defosforilazione del cotrasportatore sodio-cloruro nel tubulo contorto distale temporalmente associato ad un aumentata escrezione di sodio e di potassio. Specificatamente l'autore dimostra che la defosforilazione del cotrasportatore NCC avviene a livello molecolare tramite una proteina regolatrice WNK4 che ha la funzione di inattivare il cotrasportatore stesso provocando una maggior arrivo di sodio nel tratto tubulare a valle rappresentato dal tubulo connettore e collettore. In questa sede avviene il riassorbimento del sodio tramite il canale epiteliale ENaC che genera il potenziale intraluminale negativo che favorisce la secrezione del K attraverso il canale ROMK. Alla fine la defosforilazione e l'inattivazione del cotrasportatore  provoca a mezzo di un intervento non farmacologico una natriuresi con azione simile a quanto accade con un diuretico tiazidico (vedi fig. II). Questo studio provvede quindi una spiegazione meccanicistica del già noto effetto delle diete ad alto contenuto di potassio sulla escrezione del sodio che può contribuire all'effetto benefico di riduzione della PA.

 

Bibliografia

Sorensen et al., Rapid dephosphorilation of the renal sodium chloride cotransporter in response to oral potassion intake in mice, Kidney Intern. 2013; 88: 811.

Mc Donough and Youn, Need to quickly excrete K+ ? Turn off NCC, Kidney Intern. 2013; 83: 779.

Sacks et al., Effects on blood pressure of reduced dietary sodium and the dietary approaches to stop hypertension (DASH) diet., N.JE.J.M. 2001; 344, 1.

 

 


Figura I:  The Effect on Systolic Blood Pressure (Panel A) and Diastolic Blood Pressure (Panel B) of Reduced Sodium Intake and the DASH diet.

 


 

Figura II: Overview of homeostatic responses to acute K+ intake.

 

 

Il dott. PARSI ha relazionato sulla Sua attività ambulatoriale nefrologica nella provincia di Trapani relativa al controllo dei fattori rischio della MRC e delle complicanze cardio-vascolari e ne ha riassunto i dati nelle seguenti tabelle.

 

 

 

Altrettanto è stato fatto nella provincia di Palermo e sarebbe auspicabile che queste iniziative venissero intraprese sia dalle strutture nefrologiche pubbliche che  private nelle altre provincie siciliane. Ci sarebbe  la possibilità di instaurare una  “rete” di controllo utilizzando tutte le postazioni nefrologiche fisse sul territorio (Centri dialisi privati) che supportate dai medici di medicina generale potrebbero intercettare i pazienti con MRC in una fase in cui potrebbero allontanare il decorso progressivo verso la insufficienza renale terminale; i risultati raccolti con questa attività potrebbero essere disponibili per l'Osservatorio Epidemiologico Regionale.

Alla fine della giornata è stato eletto il nuovo consiglio direttivo e su votazione di quest'ultimo è stato eletto presidente il Dott. RAFFAELE ANNALORO.

 

Nel concludere il mandato vorrei sottolineare che questa Associazione è una realtà viva ed operativa sul territorio e tale resterà; vorrei ringraziare i dott.ri RINO TODARO, ANGELO LIARDO, SALVATORE GIANNI, GABRIELE LIUZZO, il Prof. GUIDO BELLINGHIERI che hanno seguito,sempre con vivo interesse, le vicende dell'Associazione ed un particolare ringraziamento al dott. SILVIO MARENGHINI che ha contribuito attivamente e fattivamente al raggiungimento degli attuali risultati.

 

*

 

Assieme al dott. Salvatore Gianni ho il piacere di salutare i visitatori ed i frequentatori del sito della ASPN Onlus

ASSOCIAZIONE PER LA PREVENZIONE E LA TERAPIA DELLE NEFROPATIE

al suo secondo anno di attività

 

L’Associazione per la prevenzione e la terapia delle nefropatie si prefigge, assieme ai Medici di medicina generale o Medici di Famiglia di intercettare i soggetti a rischio di nefropatia per identificare eventuali anomalie urinarie ed avviarli ad un controllo periodico che sistematicamente verrà effettuato da specialisti dell’ASPN. La collaborazione con i Medici di Famiglia diventa fondamentale nel seguire i pazienti a rischio perché affetti da aterosclerosi, nefropatia ischemica, scompenso cardiaco, diabete, cirrosi epatica, ipovolemia indotta da diuretici, stenosi bilaterale delle arterie renali  etc.

Tutte queste condizioni possono determinare una insufficienza renale che, anche se lieve, rappresenta sempre  un  aumentato rischio cardiovascolare, una aumentata necessità di ricoveri ospedalieri, di comorbidità e quindi di costi.

Il Servizio Sanitario Nazionale è stato profondamente innovato con la Legge 833/78 che prevede quali pilastri portanti della riforma sanitaria:

 1) massima economicità

 2) alta produttività

 3) efficienza

 4) umanizzazione dei servizi

 5) rispetto della dignità della persona umana

 6) trasparenza

Una gestione ispirata solo a principi di economicità può comportare rischi  per la salute del cittadino; d’altronde ogni concreto intervento nell’organizzazione del Servizio Sanitario Regionale è impresa ardua e complicata insistendo, tra l’altro, in un terreno dove interessi, aggregazioni di potere, gestione burocratica dei processi e delle risposte programmatiche, assenza di un sistema continuo ed efficace di rilevazione di dati e di indicatori di efficienza rappresentano ostacoli spesso insormontabili.

L’ASPN Onlus, sin dalla sua nascita ed a maggior ragione oggi, nella sua attività applica i 6 punti cardine della riforma sanitaria del Servizio Sanitario Nazionale.

 

Dott. Antonino Galione

 

HOME PAGE

 

SEDE PROVINCIALE DELL’ASSOCIAZIONE

PIAZZA EUROPA 26 – 90146 PALERMO

TEL. 091.6707981 – 091.522991

SITO WEB www.aspn.eu

MAIL postmaster@aspn.eu

PAGINA WEB PUBBLICATA NEL DICEMBRE 2010 ULTIMA MODIFICA LUGLIO 2015